TEMPO DI GLO E PEI: OCCHIO AL PUNTO N. 9

È tempo di GLO e di predisposizione del PEI per il nuovo anno scolastico

Per i genitori di bambini e ragazzi con disabilità, questo è un momento particolarmente importante: il PEI, infatti, non è un semplice documento da ricevere dalla scuola e sottoscrivere, ma è lo strumento attraverso il quale viene definito il progetto di inclusione scolastica dell’alunno.

Proprio per questo, prima di firmare il PEI è importante leggerlo con attenzione, verificando che quanto riportato nel documento corrisponda effettivamente a quanto concordato durante il GLO e, soprattutto, a quanto i genitori ritengono necessario per garantire al proprio figlio una piena partecipazione alla vita scolastica.

Tra le varie parti del PEI, ce n’è una sulla quale consiglio ai genitori di prestare particolare attenzione: il punto n. 9, relativo all’organizzazione generale del progetto di inclusione e all’utilizzo delle risorse.

Ed è proprio qui che si trova una voce che riguarda la frequenza scolastica dell’alunno.

Punto del documento PEI a cui è necessario fare attenzione

IL PEI NON È UN DOCUMENTO DA FIRMARE “A CUOR LEGGERO”

Il PEI viene elaborato e approvato dal GLO, del quale fanno parte anche i genitori dell’alunno con disabilità. La normativa prevede espressamente la partecipazione dei genitori al GLO, partecipazione che quindi, non dovrebbe ridursi alla semplice presenza alla riunione o alla sottoscrizione finale del documento magari già predisposto.

Il PEI deve essere letto, discusso e, quando necessario, modificato prima della sua approvazione.

Questo vale per tutte le sue parti: dagli obiettivi didattici alle modalità di inclusione, dalle risorse di sostegno e assistenza alle attività da svolgere fuori dalla classe.

E vale, in modo particolare, per l’organizzazione dell’orario scolastico.

PUNTO N. 9: QUANTE ORE DI SCUOLA FREQUENTA IL BAMBINO?

Nel punto n. 9 del modello nazionale di PEI è presente una tabella dedicata all’organizzazione generale del progetto di inclusione.

Tra le varie informazioni da indicare vi è anche quella relativa alla frequenza scolastica.

La domanda che viene posta è:

“Lo/a studente/essa frequenta con orario ridotto?”

E il modello prevede due possibilità:

Il modello precisa inoltre che l’eventuale frequenza con orario ridotto può essere prevista su richiesta della famiglia e degli specialisti sanitari, in accordo con la scuola, indicando le relative motivazioni.

Questa voce merita molta attenzione.

LA FREQUENZA RIDOTTA NON DEVE DIVENTARE UNA SCELTA “AUTOMATICA”

Può accadere che, per ragioni legate alle condizioni personali del bambino o del ragazzo, alle sue esigenze o a un particolare progetto educativo, venga valutata una frequenza scolastica ridotta.

Ma si tratta di una scelta che deve essere consapevole e adeguatamente motivata.

Se la famiglia ha chiesto – e concordato con la scuola – una riduzione dell’orario, il PEI dovrà naturalmente riportare questa situazione in modo chiaro, indicando le ore di frequenza e le motivazioni.

Ma cosa succede se la famiglia non ha mai chiesto una riduzione dell’orario e non intende che il proprio figlio frequenti meno ore rispetto ai compagni?

È proprio qui che bisogna prestare particolare attenzione.

SE NON VOLETE UNA FREQUENZA RIDOTTA, ATTENZIONE A COSA VIENE SCRITTO NEL PEI

Se il bambino o il ragazzo intende, come tutti gli altri, frequentare tutte le ore previste dall’orario della classe, nel punto n. 9 dovrà risultare che non frequenta con orario ridotto.

In altre parole, dovrà essere selezionata la voce:

“No, frequenta regolarmente tutte le ore previste per la classe”.

Se nel PEI viene invece indicato che l’alunno frequenta, ad esempio, 20 ore settimanali anziché le 30 previste dalla classe, quel documento sta rappresentando una situazione di frequenza scolastica ridotta.

E ciò assume particolare rilievo se la famiglia non ha richiesto quella riduzione e non la ritiene conforme alle esigenze del proprio figlio e se tale riduzione, peraltro, non è avvallata dagli specialisti.

Per questo motivo, prima di sottoscrivere il PEI, è fondamentale controllare non soltanto la parte relativa alle ore di sostegno, ma anche la tabella dell’orario scolastico e la voce relativa alla frequenza.

IL NUMERO DELLE ORE DI SOSTEGNO È UN'ALTRA COSA

Un ulteriore equivoco che può verificarsi riguarda la distinzione tra ore di frequenza scolastica e ore di sostegno.

Sono due questioni completamente diverse.

Il fatto che un alunno abbia, ad esempio, un determinato numero di ore di sostegno non significa che debba frequentare soltanto quelle ore.

Il punto n. 9 del PEI, infatti, prevede separatamente:

Il modello ministeriale richiede infatti di indicare, per ciascuna ora, se l’alunno è presente a scuola e se sono presenti le diverse figure di supporto.

La frequenza scolastica riguarda quindi la presenza a scuola dell’alunno e non coincide con la presenza del docente di sostegno.

Per un approfondimento sulla differenza tra il diritto alla frequenza scolastica, che è un diritto costituzionalmente garantito, e il diritto al sostegno scolastico, vedi il commento alla storica sentenza di Cassazione pronunciata a conclusione definitiva di un procedimento in materia di discriminazione da me avviato

PRIMA DI FIRMARE IL PEI, CONTROLLATE QUESTI ELEMENTI

Quando vi viene sottoposto il PEI per la sottoscrizione, consiglio ai genitori di non limitarsi a verificare che siano state indicate le ore di sostegno richieste.

È opportuno controllare attentamente almeno:

1. L’ORARIO DI FREQUENZA

Il bambino o ragazzo è indicato come presente per tutte le ore previste dalla classe?

Oppure sono state indicate ore di assenza programmata?

2. LA VOCE “ORARIO RIDOTTO”

È stata barrata la casella “Sì” oppure la casella “No”?

Se è indicata una frequenza ridotta, la famiglia l’ha effettivamente richiesta o concordata?

3. LA TABELLA ORARIA

Le ore di presenza indicate nella tabella corrispondono all’effettivo orario scolastico che il bambino dovrebbe frequentare?

4. LE ATTIVITÀ FUORI DALLA CLASSE

Se il PEI indica che l’alunno trascorre alcune ore fuori dalla classe e/o in altri spazi, è importante verificare quante siano queste ore, quali attività siano previste e per quale ragione.

E SE IL PEI RIPORTA UNA FREQUENZA RIDOTTA CHE I GENITORI NON HANNO MAI CHIESTO?

Non bisogna semplicemente firmare il documento e confidare nel fatto che la situazione verrà eventualmente chiarita in seguito.

È preferibile chiedere immediatamente che il PEI venga corretto.

Se, durante il GLO, la famiglia manifesta la propria contrarietà alla riduzione dell’orario, tale posizione dovrebbe essere portata a conoscenza del GLO e, peraltro, risultare anche dal verbale.

Questo è particolarmente importante perché il PEI, una volta approvato, diventa il documento di riferimento per l’organizzazione del percorso di inclusione dell’alunno.

Naturalmente, il PEI non è immutabile: la normativa prevede che sia sottoposto a verifiche periodiche nel corso dell’anno scolastico e possa essere modificato e integrato qualora emergano nuove esigenze o sia necessario correggere gli interventi previsti.

Ma è sempre preferibile che il documento venga predisposto correttamente fin dall’inizio, evitando che una scelta non condivisa dalla famiglia venga cristallizzata nel PEI.

IL PEI DEVE RAPPRESENTARE IL REALE PROGETTO DI INCLUSIONE E NON DEVE ESSERE INVECE UNO STRUMENTO DI ESCLUSIONE

Il punto fondamentale è questo:

il PEI deve fotografare correttamente la situazione dell’alunno e il progetto educativo e didattico concordato per lui.

Non dovrebbe contenere indicazioni che la famiglia non ha mai richiesto, non condivide o non ritiene corrispondenti alle esigenze del proprio figlio.

Per questo motivo, quando arriva il momento del GLO, il mio consiglio ai genitori è sempre lo stesso: partecipate, fate domande e leggete attentamente il documento prima di sottoscriverlo.

E non fermatevi alla domanda:

“Quante ore di sostegno sono state riconosciute?”

Guardate anche come è stato organizzato l’intero percorso scolastico.

Perché il diritto all’inclusione non si esaurisce nel numero delle ore di sostegno.

IN CONCLUSIONE: IL PEI NON È UN MODULO DA FIRMARE

Il GLO è il momento nel quale scuola, famiglia e professionisti coinvolti sono chiamati a confrontarsi per definire il progetto di inclusione dell’alunno.

La famiglia, quindi, non dovrebbe arrivare alla firma del PEI senza averne verificato attentamente il contenuto.

E il punto n. 9 è uno di quelli da controllare con particolare attenzione.

Se vostro figlio intende, come è suo diritto, frequentare tutte le ore previste per la classe, verificate che nel PEI sia effettivamente indicato che non frequenta con orario ridotto e che la tabella oraria sia coerente con questa scelta.

Una casella apparentemente innocua può infatti descrivere una situazione molto diversa da quella che la famiglia ritiene corretta.

Per questo, prima di firmare il PEI, leggetelo. Tutto. E se qualcosa non corrisponde a quanto concordato, chiedete che venga modificato.

Il PEI è uno strumento di tutela del diritto all’inclusione scolastica di vostro figlio.

Va quindi utilizzato e verificato con la massima attenzione.

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