Non bisogna fare una nuova visita di accertamento al compimento della maggiore età
Con l’introduzione della Legge n. 114/2014 è stato stabilito che i minori già titolari di indennità di accompagnamento non devono sottoporsi ad una nuova visita di accertamento e/o presentare una nuova domanda di accertamento dell’invalidità civile al compimento della maggiore età.
In passato, invece, per poter ottenere la concessione dell’indennità di accompagnamento (così come della pensione di inabilità civile), al compimento della maggiore età era richiesta una nuova visita di accertamento che doveva peraltro essere richiesta dall’interessato.
Dal 2014 in poi, invece, la concessione delle due prestazioni (indennità di accompagnamento e pensione di inabilità civile) è possibile anche senza una nuova visita di accertamento.
Cosa succede alla maggiore età?
Al raggiungimento della maggiore età è infatti sufficiente presentare ad INPS il modello AP70, ovvero una dichiarazione sulla situazione reddituale e socio-economica dell’interessato.
Il modulo può essere presentato attraverso il portale on-line dell’INPS oppure attraverso un patronato.
Puoi consultare, al riguardo, la circolare INPS n. 6512/2014 e la circolare INPS n. 7382/2014
Attenzione a non commettere questi errori
Purtroppo molto spesso vengano date informazioni sbagliate inducendo le famiglie con minori già titolari di indennità di accompagnamento a presentare sempre e comunque una nuova domanda al compimento della maggiore età o qualche mese prima.
Presentare una nuova domanda quando non ve ne è la necessità comporta il rischio che il giudizio già consolidato possa essere rivisto dalla commissione medica in senso peggiorativo: molti sono i casi in cui l’indennità di accompagnamento non è stata confermata, del tutto arbitrariamente.
Se ti sei già trovato in questa situazione – cioè non ti hanno confermato l’indennità di accompagnamento al compimento del diciottesimo anno – il consiglio è comunque sempre quello di far valutare la situazione ad un legale esperto in invalidità che potrà guidarti nelle procedure utili per vederti riconosciuta nuovamente la prestazione negata.
Indennità di accompagnamento: semplificazioni e precisazioni
Nel 2023 INPS ha introdotto ulteriori semplificazioni in materia con la circolare n. 1446 del 18 aprile 2023.
In particolare INPS ha stabilito che sei mesi prima del compimento della maggiore età i titolari di indennità di accompagnamento vengono invitati da INPS a presentare il modello AP70.
C’è però un’altra informazione che riguarda il caso in cui si voglia chiedere anche il riconoscimento del collocamento mirato ai sensi della L. n. 68/1999. In questo caso INPS precisa che “sarà necessario presentare una nuova domanda di invalidità civile”.
Consigli utili
Siccome una nuova domanda di invalidità civile comporta il rischio che l’indennità di accompagnamento non venga riconosciuta, se c’è interesse ad avviare la procedura secondo la L. n. 68/1999, il mio consiglio è quello di “consolidare” la prestazione dell’indennità di accompagnamento presentando il modello Ap70 in modo che le prestazioni vengano erogate e, solo successivamente presentare una nuova domanda utile per il riconoscimento del collocamento mirato.
Hai dubbi sulla gestione dell’indennità di accompagnamento al compimento della maggiore età?
Le procedure INPS, se affrontate in modo non corretto, possono comportare conseguenze rilevanti, anche la perdita di una prestazione già riconosciuta.
Per questo è opportuno valutare preventivamente ogni scelta, soprattutto nei casi in cui venga suggerita la presentazione di una nuova domanda o l’avvio di ulteriori procedure (come il collocamento mirato).
Se ti trovi in questa fase, oppure se l’indennità di accompagnamento non è stata confermata al compimento dei 18 anni, puoi richiedere una valutazione legale del tuo caso.
Un’analisi mirata consente di individuare la strategia più adeguata per la tutela dei diritti già acquisiti e per il corretto riconoscimento delle prestazioni spettanti.
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