Indennità di accompagnamento

Cos’è l’indennità di accompagnamento

L’indennità di accompagnamento è una prestazione economica assistenziale disciplinata dall’art. 1 della Legge n. 18/1980, riconosciuta alle persone cui sia stata accertata un’invalidità civile totale (100%) e che si trovino altresì in una condizione di non autosufficienza, anche solo parziale.

Attenzione

Non è richiesta una totale non autosufficienza. Ti invito quindi a leggere tutto l’articolo per capire davvero in quali casi è possibile ottenere l’indennità di accompagnamento.

indennità di accompagnamento adulti, bambini, anziani

Requisiti per il riconoscimento

L’indennità di accompagnamento viene riconosciuta quando ricorrono una o entrambe delle seguenti condizioni:

Non è sufficiente la mera difficoltà: la valutazione deve riguardare una condizione di impossibilità funzionale, benché parziale, così come elaborata dalla giurisprudenza di settore.

Esempio

Se non avessi un aiuto non riuscirei a lavarmi da solo oppure se mi lavassi da solo potrei rischiare di cadere o farmi male.

Caratteristiche

Se vuoi sapere a quanto ammonta l’importo mensile dell’indennità di accompagnamento consulta il mio sito alla sezione BLOG: di anno in anno troverai un aggiornamento degli importi riconoscibili.

Indennità di accompagnamento per adulti

Per i soggetti maggiorenni, il riconoscimento dell’indennità presuppone una valutazione complessiva della capacità di autonomia personale.

La giurisprudenza ha chiarito che l’incapacità rilevante:

È quindi importante che la documentazione sanitaria descriva non solo la patologia, ma soprattutto le ricadute funzionali sulla vita quotidiana.

Esempio

Avere un lieve deficit mentale che consente di vestirsi e lavarsi autonomamente ma non, ad esempio, di prendere all’ora giusta le medicine che servono per mantenere la salute sotto controllo, è una condizione che consente di ottenere l’indennità di accompagnamento anche se non è compromessa la capacità di svolgere i cosiddetti atti della vita quotidiana in senso materiale.

Indennità di accompagnamento per anziani

Nelle persone anziane, la valutazione dei requisiti genera spesso dubbi e interpretazioni errate.

È importante distinguere tra:

La giurisprudenza non richiede un’assistenza continuativa per tutta la giornata: è sufficiente che anche un solo atto essenziale della vita quotidiana, svolto ogni giorno, non possa essere compiuto in autonomia.

Esempi rilevanti riconosciuti dalla giurisprudenza:

Nella pratica accade frequentemente che persone anziane, pur presentando condizioni di non autosufficienza tali da giustificare il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento, si vedano attribuire percentuali di invalidità civile insufficienti per accedere alla prestazione.

Cosa fare?

È innanzitutto fondamentale essere correttamente informati: conoscere i propri diritti rappresenta il primo passo per poterli tutelare in modo efficace.

Per esempio sai cosa significano le sigle ADL, IADL e MMSE che spesso compaiono nella documentazione medica del tuo familiare anziano?

Capirle può fare la differenza: se le conosci puoi già capire se la valutazione della commissione medica è corretta o se, invece, attribuisce una percentuale di invalidità civile inferiore a quella realmente spettante.

ADL

Le ADL valutano l’autonomia nelle attività basilari della vita quotidiana (es. mangiare, lavarsi, vestirsi). Si basano su una scala valutativa da 0 a 6: più basso è il punteggio ottenuto, maggiore è la necessità di assistenza.

IADL

Le IADL valutano le attività strumentali della vita quotidiana (es. fare la spesa, usare il telefono, gestire il denaro). Si basano su una scala valutativa da 0 a 8: più basso è il punteggio ottenuto, maggiore è la necessità di assistenza.

MMSE

MMSE valuta lo stato neuro-cognitivo, rilevando la presenza di deterioramento cognitivo Si basa su una scalata valutativa da 0 a 30: più basso è il punteggio ottenuto, maggiore è il grado di compromissione cognitiva.

PUNTEGGIO

In particolare, un punteggio uguale o inferiore a 18 è indice di una grave compromissione delle abilità cognitive; un punteggio compreso tra 18 e 24 è indice di una compromissione da moderata a lieve, un punteggio pari a 25 è considerato borderline, da 26 a 30 è indice di normalità cognitiva.

Indennità di accompagnamento per minori

Anche i minori di età possono ottenere l’indennità di accompagnamento.

Nel caso dei minori:

Il minore ha diritto all’indennità di accompagnamento quando risulta:

Diversamente, quando sussistono solo difficoltà persistenti, il beneficio corretto è l’indennità di frequenza, incompatibile con l’indennità di accompagnamento.

Particolare attenzione va riservata a patologie complesse, come l’autismo, che richiedono una valutazione fondata sulla documentazione sanitaria e non su una mera osservazione estemporanea.

Mio figlio con autismo ha un Q.I. (Quoziente Intellettivo) nella norma però non è in grado di svolgere molte attività che i suoi coetanei sanno svolgere, ha diritto all’indennità di accompagnamento?

Risposta: nell’autismo la valutazione del solo Q.I. è insufficiente a descrivere il quadro funzionale del bambino/ragazzo. E’ infatti frequente che minori con patologia dello spettro autistico abbiano un funzionamento intellettivo nella norma, ciò che cambia è il funzionamento adattivo cioè l’insieme delle capacità pratiche, di adattamento all’ambiente, concettuali e sociali indispensabili per poter essere autonomi, o meglio, per svolgere in autonomia le normali attività che un bambino/ragazzo pari età sa svolgere da solo. Il funzionamento adattivo può essere valutato attraverso appositi tests standardizzati come la scala VABS (Vineland Scale)

Atti quotidiani della vita: cosa sono davvero

Gli atti quotidiani della vita sono quelli indispensabili per condurre una vita autonoma.

Non si esauriscono nelle sole azioni di alimentarsi, vestirsi o lavarsi, ma comprendono tutte le attività necessarie per vivere in modo indipendente e sicuro.

La giurisprudenza ha riconosciuto il diritto all’indennità anche in presenza di:

Cosa fare in caso di diniego dell’INPS

In caso di mancato riconoscimento dell’indennità di accompagnamento, è fondamentale valutare attentamente la strategia da adottare.

Presentare una domanda di aggravamento è, nella maggior parte dei casi, una scelta sconsigliata, poiché comporta:

È quindi opportuno rivolgersi a un legale esperto in diritto assistenziale e previdenziale per valutare l’eventuale impugnazione del verbale INPS al fine di non pregiudicare la propria posizione e non perdere somme di denaro.

Un legale esperto in materia potrà anche spiegarti che la vittoria del contenzioso comporta il rimborso (totale o parziale) delle spese legale sostenute.

Perché affidarti a un legale esperto

L’indennità di accompagnamento è una prestazione fortemente influenzata dall’interpretazione giurisprudenziale dei concetti di incapacità, autonomia e assistenza.

Un avvocato specializzato è in grado di:

Contattami per una valutazione del tuo caso

Se necessiti di una consulenza o di assistenza in materia di indennità di accompagnamento, puoi contattare il mio studio.

Dall’analisi della documentazione medica alla tutela giudiziale contro l’INPS, ti affiancherò per far valere correttamente i tuoi diritti.

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